Vera Rubin dimostrò con il suo lavoro come nella scienza la raccolta dei dati non sia sufficiente senza l’immaginazione e la creatività con cui vengono analizzati. Nelle sue misure sulla velocità di rotazione delle galassie, fu fondamentale l’intuizione di metterle in rapporto con l’ipotesi della “materia oscura”, formulata tanti anni prima dall’astronomo svizzero-americano Fritz Zwicky. In questo modo quella che era rimasta per decenni un’ipotesi marginale diventò una delle questioni centrali della cosmologia moderna.
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