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Adottare il Fediverso come strumento di comunicazione e promozione di piccole attività
Per ampliare contenuti e pubblico del Fediverso credo sia importante iniziare a portare anche le pagine di piccole attività artigiane che hanno comunque conoscenza da condividere, anche a scopo comunicativo/promozionale.
Che ne pensate? E’ già possibile? Esistono server più indicati a questo scopo? Qualcuno lo sta già facendo? Quale software del fediverso pensate sia più indicato? #fediverso


Sono d’accordo! @macfranc@poliversity.it Infatti non ho sottinteso che l’attività in questione debba sfruttare gratis i server! Penso che si potrebbe collegare l’account ad una “prova fisica” di donazione periodica (es ricevuta o altro modo).
@damtux non è così facile: la differenza tra donazione periodica e canone è pericolosamente sottilissima alza il rischio di diventare di fatto un servizio a pagamento… 🙄
A me poi piace mantenere distinto ciò che è “no trade” (uso un concetto caro a @tio) da ciò che è anche solo vagamente commerciale… 😅
Comunque credo anch’io che bisogna trovare un modo per coinvolgere quanto prima nel Fediverso i servizi e le attività di prossimità. Non è solo questione di apertura al “commerciale”, ma è un volano per aumentare l’impatto del Fediverso
primo e secondo punto…comprendo ed è condivisibile!
E’ ciò che intendo con il mio post: credo sia giunta l’ora di parlarne come community italiana e del fediverso nella sua interezza… e decidere come e cosa fare per coinvolgere servizi e attività di prossimità.
(Nel mio post gemello di questo fatto nella community Fediverso di Diggita) Kenobit diceva che forse non ha senso avere pagine promozionali nei social per le attività, e posso condividerne il motivo, ma mi riferisco ad un utilizzo più pratico che pubblicitario in senso stretto.
Il cliente che è interessato a saperne di più su cosa mangia ad esempio (per i prodotti di un panificio) oppure che cerca info sugli orari di apertura aggiornati, di solito non ha queste informazioni in negozio (e magari per controllare gli orari non ci va apposta). Se l’attività utilizzasse un profilo nel fediverso (+ magari il proprio sito web) potrebbe tecnicamente anche evitare altri strumenti chiusi come canali e stati whatsapp, pagine Aggiornamenti e Info su Google Maps, ecc
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Io invece ho contattato peertube.uno con la proposta di pubblicare video (non commerciali, ma in una lingua non italiana) da loro e contribuire ai costi (essendo un rapporto che usufruisce risorse, ma non da indietro alla communita italofona). Non mi hanno risposto.
per questo penso che partire dal self-hosting forse non è la strada migliore. E’ come partire già con un investimento importante senza sapere come funziona il tutto. Per questo secondo me bisogna parlarne e far in modo di creare comunque un punto di ingresso più facile tramite le istanze italofone già presenti.
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certo, fair use. E sono d’accordo sul parrucchiere.
Scendo ancora sul pratico in modo da far capire di cosa stiamo parlando. Una pasticceria che conosco (in una piccola cittadina sotto i 10000 abitanti) spende quasi 1000€ al mese di social, solo per avere visibilità (non ha più di 200-300 followers su Insta)…fa circa 8-10 post al mese e spendendo così per produrre contenuti professionali e per pubblicizzarli probabilmente pensa sia sufficiente. Il posto è sempre molto frequentato in effetti ma non penso che i social siano stati così determinanti, visto che è un’attività storica avviata ancora dalla generazione precedente.
Alcuni ragionamenti:
@macfranc@poliversity.it @elettrona@poliversity.it
La domanda che rimane è cosa ti offre il fediverso in scambio? Sicuramente non potenziali seguaci che si iscriverebbero tramite ActivityPub (quanti dei abitanti avrebbero account?). Dubito se si iscriverebbero anche tramite RSS (che tante piattaforme offrono come alternativa).
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